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N. 104 – Let’s go away for awhile

 

Il supercriminale chiamato (o per essere più precisi autonominatosi ) Squalo Solitario, munito di un costume che effettivamente richiama le sembianze di uno squalo, durante una rapina si trova ad affrontare i potenti Difensori. Che attualmente sono ridotti a tre unità: Nottolone (Kyle Richmond), Hellcat (Patricia Walker) e Valchiria (Samantha Parrington). Squalo Solitario cerca di mostrarsi baldanzoso ma in realtà pregusta già la sconfitta.

“Mi sa che sarebbe bastato un solitario Devil per sconfiggermi.” si ritrova a pensare, rivelando così che l’autostima non è il suo forte.

La Valchiria, alle spalle dei due compagni, si prepara ad attaccare impugnando la propria spada, e infatti trafigge… Nottolone?

-Cosa stai combinando, Sam?- chiede sorpresa e atterrita Hellcat alla compagna.

La quale, invece di risponderle, provvede a colpire immediatamente anche lei. Con Hellcat e Nottolone morenti a terra, la Valchiria alza le braccia ed esulta:

-Vendetta è stata compiuta!-

Improvvisamente la spada e il costume della Valchiria scompaiono e al posto della guerriera rimane Samantha Parrington.

-Che cosa è successo?- grida sconvolta vedendo i suoi due amici in condizioni disperate -Lo giuro, non sono stata io!

-Infatti sono stata io!- interviene una donna vestita con un abito rosa e dai lunghi e selvaggi capelli biondi.

Ignorato da tutti, nel frattempo Squalo Solitario se la da a gambe levate.

-Mi riconoscete?- chiede la nuova arrivata rivolgendosi ai due super eroi gravemente feriti -Sono la maga asgardiana Casiolena, colei che sconfiggeste tempo fa e che a causa vostra venne bandita da Hela nella regione chiamata Niffleheim. Ma forse non vi ricordate davvero di me, altrimenti avreste dovuto intuire già da un po’ che dietro all’apparizione di una nuova Valchiria potevo esserci benissimo io.

Quindi la maga si volta verso una stupefatta Samantha.

-Sì, sono io quella che ti ha permesso di trasformarti nella Valchiria. Fino a oggi mi ero limitata a esercitare un minimo controllo sulla tua volontà, in modo da farti fare amicizia con i Difensori ma allo stesso tempo cercando di non far sospettare a te e agli altri che fossi manovrata. Come dicevo, tutto questo fino a oggi, quando ho deciso che era giunto il momento di compiere la mia vendetta. Che dolce vittoria, far uccidere i miei odiati nemici da una loro amica!

E ridendo, la maga scompare, lasciando due super eroi morenti e una ragazza che piange disperata.

Questa scena deve ancora avvenire ma non può essere evitata. A meno che non ne venga in qualche modo a conoscenza un certo Mago Supremo e decida quindi di intervenire.

*Casiolena, parlando di un precedente scontro con Hellcat e Nottolone, si riferisce a un’avventura  pubblicata su Difensori vol.1 #66, #67 e #68, usciti a fine 1978 (insomma, giusto qualche mese fa…).

 

Il Dottor Strange smette di guardare verso il fondo del pozzo. Si trova in un’altra dimensione e quel pozzo non è un pozzo qualunque. Poi si volta e fa per andarsene.

-Hai visto quel che volevi sapere, mago?- gli chiede con tono sprezzante un essere umanoide con il capo da stambecco.

-Ah già, dimenticavo.

Lo Stregone Supremo della Terra fa un gesto con una mano e pronuncia un paio di parole incomprensibili.

-Ecco, adesso sei nuovamente libero.

-Sappi che ti sei fatto un nuovo, pericoloso nemico, mago.

-Dici? Scusa se forse ricordo male ma… noi due non lo eravamo già, nemici?

-Sicuramente mi confondi con qualcun altro. Questa è la prima volta che ti incontro.

-Può essere. Comunque non ti ho arrecato alcun danno. Perché dovresti diventare mio nemico?

-Sai benissimo perché. Hai attinto a conoscenze che non avresti dovuto possedere. Io sono stato incaricato di fare il guardiano a questo posto proprio per fermare esseri troppo curiosi come te.

-In questo caso allora fattelo dire, dovresti farti sostituire, non è un compito per cui sembri essere all’altezza.

-Osi prendermi pure in giro?

-Giammai. Sono serissimo.

-Dimmi almeno cosa hai intenzione di fare con le informazioni che hai acquisito.

-Niente di male. Cerco solamente di salvare delle vite innocenti.

-Uhm… In questo caso, se giuri che non ti farai rivedere qui potrei chiudere un occhio e dimenticare l’onta che mi hai arrecato.

-Mi spiace, non posso promettertelo. Ti chiedo scusa.

L’essere umanoide rimane in silenzio per qualche attimo, poi riprende la parola:

-Va bene, scuse accettate. Farò finta di non averti mai incontrato.

“Non è la prima volta che va a finire così.” pensa il Dottor Strange, sorridendo.

 

Un piccolo ristorante da qualche parte a New York. Nella nostra dimensione. Due giovani donne stanno allegramente parlando tra loro. Dal tono della loro conversazione si capisce benissimo che sono amiche da tanto tempo. Anche se forse non così tanto amiche…

-Ah ah ah! Non ci credo!- dice ridendo la donna con i capelli scuri a caschetto, cioè Hedy Wolfe -Anzi, ripensandoci, perché non dovrei crederci? E’ proprio da te fare una cosa simile. Sposarsi per la terza volta e scoprire, dopo aver fatto il viaggio di nozze, che il matrimonio non è valido.

-Grazie per l’attestato di stima, eh!- dice l’altra donna con i capelli rossi e lunghi, cioè Patricia Walker.

-Scusami ma è troppo divertente.

-Come no.

-Dovresti essere contenta. Te lo ricordi cosa dicevamo quando eravamo studentesse? Temevamo che da adulte le nostre vite sarebbero diventate noiose.

-Beh, certe volte avrei preferito annoiarmi piuttosto che… morire, toh, per dirne una.

-Vero, sei riuscita a combinare casini pure in quel caso. Prima muori e poi te ne torni tranquillamente in vita.

-Non è che sia andata proprio così. E’ un po’ meno semplice di quel che lo fai sembrare.

-Comunque, a parte l’imprevisto del matrimonio nullo, sta andando tutto bene con quel Richmond?

-Ho paura a dirlo, ma sì, le cose stanno procedendo bene. E tu con John Biederman?

-Come dire, non è che sia tutto rose e fiori. Infatti l’ho lasciato qualche giorno fa.

-Eh? E me lo dici così?

-Come dovrei dirtelo? E poi ho organizzato questo incontro apposta anche per dirti questa cosa.

-Mi spiace. Cioè, non fraintendermi, hai fatto bene a lasciarlo se hai visto che non stava funzionando. Ma è stata una cosa un po’ improvvisa, no? Vi eravate fidanzati da poco.

-No. Avevo deciso di lasciarlo già prima di fidanzarci.

-Eh?

-Stai diventando noiosa con questi eh?.

-Ma se lo volevi lasciare perché non farlo prima del fidanzamento?

-Perché senza fidanzamento non ci sarebbe stato il ricevimento organizzato per annunciare il fidanzamento.

-Mi sembra ovvio. E quindi?

-Non avrei potuto invitarti al ricevimento e non avrei potuto farmi vedere felice insieme a lui, provocandoti almeno per una volta un po’ di invidia nei miei confronti.

-Ma cosa dici? Io ero felice per te. Siamo amiche, non potrei mai essere invidiosa per qualcosa di bello che ti accade.

-Dici sul serio? Mi vuoi così male al punto di dirmi che ho sopportato quell’uomo per niente?

-Se la metti così, confesso che in effetti un po’, ma proprio poco, ho provato invidia quando ti ho vista al ricevimento.

-Ti ringrazio. Mi hai resa felice.

Poi le due donne si mettono a ridere.

-Christine, mi fai un favore?- dice il cameriere che dovrebbe servire al tavolo di Hedy e Patsy, rivolgendosi a una collega -Puoi andare tu da quelle due? A me stanno mettendo troppa paura.

 

-Come sarebbe a dire?- chiede il milionario Kyle Richmond (sì, proprio il fidanzato di Patricia nominato poco fa da Hedy).

La scena si svolge nell’appartamento della famiglia Parrington e Samantha ha appena rivelato a Kyle che non può più trasformarsi nella Valchiria.

-Non avverto più la presenza della spada al mio fianco. In più il mio cavallo alato Thorongil è scomparso. Però stanotte mi è apparso in sogno e mi ha parlato.

-Hai parlato con un cavallo?- chiede la madre Malicia, abbastanza preoccupata.

-In sogno, mamma. Anche se, vedendo quello che è accaduto dopo, credo sempre meno che sia stato un semplice sogno.

-E cosa ti ha detto?- chiede Kyle.

-Che sono stata brava, mi sono dimostrata degna. Però poi ha aggiunto che era arrivato il momento dei saluti. Anche se sicuramente un giorno ci rivedremo. Non ha detto altro. Non ci ho capito molto.

-Nemmeno io. Misteri di Asgard. Quel che è sicuro è che questa è l’ennesima fine per i Difensori.

-Mi spiace. Prima mi lamento che tu e Patricia mi volete lasciare indietro e poi sono io che abbandono.

-Non è dipeso da te, non preoccuparti. Piuttosto, ti manca non poter essere più la Valchiria?

-Meno di quello che pensassi. Forse prima ne sentivo così bisogno perché ero sotto l’influenza della spada. Chissà.

-Quello che conta è che quest’ennesima follia è finita.- dichiara felice Malicia -Spero che non tin venga in mente a breve di fare qualcos’altro di strano.

-Guarda che non sono stata io a voler diventare la Valchiria. E’ capitato e basta.

-Sì, hai detto la stessa cosa anche quella volta che sei entrata in quel gruppo di hippie strambi.

-Quella è stata una cosa diversa!

-Se permettete, io me ne andrei anche…- interviene Kyle, cercando di filarsela per non assistere oltre alla discussione tra le due.

 

Lenny Sirkes aveva un solo sogno nella vita: fare tanti soldi. Ma la voglia di lavorare era poca e quella di studiare nulla. Un rimedio facile e veloce però c’era: diventare un criminale. Però scoprì che anche fare quello non era per niente facile, visto che venne arrestato alla prima rapina. In carcere ebbe tempo di riflettere, si ravvide e cambiò idea: la carriera del criminale non era fatta per lui. Meglio fare il super criminale. Così dopo che tornò in libertà si procurò un’armatura da battaglia che gli donava super forza e munita di una pinna dorsale sulla testa e di pinne sulla parte posteriore degli avambracci. Le prime due rapine andarono benissimo. Purtroppo, Lenny scoprì con sommo rammarico che il bottino raccolto nelle due occasioni gli bastava a malapena per pagare i servigi di colui che gli aveva fornito l’armatura. Ma Lenny non è tipo da buttarsi giù facilmente, così fece una scrollata di spalle, pensò “comincerò a fare i soldi dalla prossima rapina” e ripartì nella sua missione.

Ed infatti eccolo oggi qui a compiere l’ennesima rapina a una banca. Quando sembra oramai filare tutto liscio, ecco che compaiono due strani tizi in costumi colorati.

“E ti pareva che prima o poi non mi dovessi imbattere in questi stramaledetti super eroi.” pensa Lenny.

Per non far vedere che è piuttosto terrorizzato dalla situazione (è la sua prima volta contro questi tizi in tutina), si volta verso i due esclamando minaccioso:

-Stolti! Mica penserete di poter fermare il potente Squalo Solitario!

All’udire tale nome Hellcat si ferma. Che sia riuscito a metterle paura? Probabilmente no, visto che ella si mette a ridere.

-Che nome ridicolo! Ah ah ah!

Lenny ci rimane un po’ male.

“Non pensavo che esistessero super eroi così maleducati.”

La paura si trasforma in rabbia e parte alla carica. La tipa non sembra affatto forte, la stenderà sicuramente al primo colpo. Peccato che ella non si faccia colpire e anzi sembri evitarlo piuttosto facilmente. Solo a questo punto Lenny si ricorda che c’è pure un secondo avversario. Nottolone si alza in volo e atterra alle sue spalle, lo afferra sotto le braccia e sale in alto sollevandolo per aria.

“Però così non vale. Chi è capace di volare dovrebbe affrontare solo chi può fare altrettanto.”

La rabbia si trasforma nuovamente in paura, visto che Lenny soffre di vertigini. Per fortuna l’avversario molla la presa.

“No, un momento, non è per niente una fortuna!”

Questo è quello che pensa Lenny mentre precipita, mentre gli altri lo sentono solamente urlare. Lo schianto al suolo gli fa quasi perdere i sensi. Grazie alla robustezza dell’armatura però Lenny riesce ad alzarsi.

“Ah, ecco la tipa che si sta avvicinando facendo piroette.”

Hellcat gli rifila un calcio volante alla testa.

“Non è poi così debole come pensavo.” si dice Lenny, prima di svenire.

Riprende i sensi solamente quando la polizia lo sta portando in carcere.

“Meno male che avevo già finito di pagare l’armatura.” pensa Lenny mentre si trova all’interno della volante. Perché sarà anche un super criminale, ma egli è prima di tutto una brava persona che non vuole lasciare debiti insoluti.

 

-E così lo scontro con quello Squalo Solitario si è concluso senza problemi.- afferma soddisfatto il Dottor Strange, dopo aver osservato tutta la scena direttamente dalla propria dimora.

-Te lo avevo già detto che ti odio profondamente, maledetto stregone? Altrimenti te lo dico adesso.- impreca Casiolena, che si trova al suo fianco con le braccia legate dietro la schiena -Liberami da questi lacci magici che mi impediscono di usare i miei poteri e affrontami faccia a faccia, se hai il coraggio.

-Preferisco evitare. Ti ho già sconfitta una volta e non vorrei rendere vana quella vittoria.

-Allora sai che mi hai sconfitto per pura fortuna e che se ci affrontassimo nuovamente saresti destinato alla sconfitta.

-Credi veramente che sia così stupido da cadere nelle tue provocazioni?

-No, ma non ci rimetto niente a provare.

-Vediamo un po’, dove potrei spedirti in esilio?

-Sappi che dovunque mi manderai, io riuscirò a tornare e a vendicarmi. Oggi sei diventato la seconda persona che odio di più tra tutte quelle che conosco. Ti precede solamente Amora l’Incantatrice.

-Ne sono onorato.

-Inoltre ti informo del fatto che…

Ma la maga asgardiana non riesce a concludere la frase, visto che scompare improvvisamente. Il Dottor Strange sorride. E’ riuscito a evitare che Casiolena facesse uccidere i suoi amici dalla Valchiria. Poi è intervenuto nei sogni di Samantha Parrington per informarla del fatto che non avrebbe più potuto trasformarsi nella Valchiria (l’unica soluzione attuabile al momento per liberarla dall’influenza di Casiolena), anche se ha preferito non dirle la verità. Insomma, ancora una volta è andato (quasi) tutto bene. Ma rimane un’altra cosa da fare. Guardando nel pozzo Stephen Strange aveva preso conoscenza di due pericolose minacce, e una delle due deve essere ancora sventata.

 

Dopo aver fatto nuovamente trionfare la giustizia, Patsy e Kyle tornano nel loro appartamento e si siedono sul divano, davanti alla tv. Kyle sembra un po’ ombroso, e Patsy forse ne comprende il motivo.

-Non siamo poi così male, noi due soli in coppia, vero?- dice a un tratto la donna sorridendo.

-Vista la situazione, mi sa che dovrò accontentarmi di avere un’aiutante, invece che un gruppo.

-Ehi ehi ehi! Come sarebbe a dire? Qui non c’è nessun aiutante, siamo alla pari. E poi cosa vorrebbe dire “accontentarmi”? Non troverai nessuna migliore di me!

Pure Kyle comincia a sorridere e bacia Patsy.

-Ecco, così va bene.- commenta lei.

Con Kyle Richmond che oramai sembra essersi rassegnato e aver rinunciato a formare un altro gruppo, abbiamo appena assistito alla fine definitiva dei Difensori?

Giammai!

Poiché i Difensori possono essere chiunque e spuntar fuori in qualunque momento e in qualsiasi posto. E’ questo il segno distintivo che li ha sempre differenziati dagli altri gruppi.

-Ok, i Difensori possono essere chiunque, ma guarda caso hai nuovamente chiamato noi due.- protesta Namor il Sub-Mariner, rivolgendosi allo Stregone Supremo.

-L’uomo pesce ha ragione. Non potevi proprio disturbare qualcun altro? Perché proprio noi?- interviene l’incredibile Hulk.

-Perché questa missione possiamo portarla a termine con successo solamente noi tre.- risponde il Dottor Strange.

-E come fai a saperlo? No, non dirmelo, è per merito di qualche tua stregoneria.-

-In verità, Bruce, mi è bastato guardare all’interno di un pozzo.-

-Un momento!- li interrompe Namor -Chi hai chiamato uomo pesce? Stai attento, bestione verde, a non sfidare la mia ira!

-See! Come se la tua forza potesse minimamente impensierirmi!

-Vedo che è sempre un piacere avere a che fare con voi due.- osserva sarcasticamente Strange, cercando di non far vedere agli altri che sta serenamente sorridendo.

FINE?

 

Le “prime” apparizioni degli eroi usati nella serie dal numero 66 in poi.

N.66 – Hellcat (Patricia Walker), Nottolone (Kyle Richmond), Papa Hagg, Squirrel Girl (Doreen Green), Wong

N.67 – Power Man (Victor Alvarez)

N.69 – Vendicatori dei Grandi Laghi

Giant-Size N.1 – Mechamage

N.70 – Gruenhilda, Lectronn (Thomas Samuels)

N.75 – Blue Marvel (Adam Brashear), Dottor Strange (Stephen Strange), Spectrum (Monica Rambeau)

Giant-Size N.2 – Stemma (Lisa Molinari)

N.76 – Laroximous Boneflayer

N.78 – Atlas (Erik Josten), Mach V (Abner Jenkins), Razorback (Buford Hollis), Songbird (Melissa Gold), Uomo 3-D (Delroy Garrett Jr.), Jeremiah Warrick

N.81 – Nosferata (Purple Hayes), Panda-Mania (Riley Richardson), Pansy (Chloe Clark), Street Speeder (Harrison Stavrou)

N.82 – Alan Dakor Jr., Mur-G’nn

N.84 – I Fantastix, Meraviglia Mascherata (Edward Ward), Miss Fantastix (Erika Kelley), Morwen (Tess Black), Señor Mágico

N.87 – Ian McNee, James Mandarin

N.88 – Zelma Stanton

N.89 – Emily Bright

N.90 – Gorilla-Man (Kenneth Hale), Mezzaluna (Dan Bi), She-Hulk (Jennifer Walters)

N.91 – Spinner

N.92 – Capitan Marvel (Carol Danvers), Cavaliere Nero (Dane Whitman), Masked Raider

N.94 – Arachnikid (Paul Palmer), Black Rabbit (Mimi Lapin), Skull Punch (Jason Grimm)

N.95 – Capitan Ultra (Griffin Gogol), Valchiria (Samantha Parrington)

N.97 – Michael Corson

N.98 – Nullificatore Assoluto

N.99 – Clea

Annual N.3 – Gwenpool (Gwendolyn Poole)

Giant-Size N.3 – Ghost Cat (Cait Nekomata), Gargoyle (Isaac Christians), Rintrah

N.101 – Principe della forza (Otherone), Star (Ripley Ryan)

N.102 – Fante di Cuori (Jonathan Hart), Tigra (Greer Grant Nelson)